Disturbi da trauma e stress

Traumi e disturbi legati allo stress sono un gruppo di problemi emotivi e comportamentali che possono derivare da esperienze traumatiche. Le esperienze traumatiche e stressanti possono riguardare l'esposizione a violenza o dolore fisico o emotivo, inclusi abusi, negligenza o conflitti familiari. Per esempio, osservare un genitore che viene trattato violentemente, può rivelarsi un'esperienza traumatica allo stesso modo di quando si è personalmente vittima di violenza. Anche fattori di stress come la separazione o il divorzio dei genitori o legati all'abbandono emotivo o fisico, possono causare problemi a lungo termine, così come un trasloco (che comporta l’abbandono di luoghi cari e amici) o la nascita di un fratello (che modifica inevitabilmente gli equilibri famigliari).

 

Traumi e disturbi legati allo stress includono:

Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)

È un disturbo che comporta un disagio estremo e profonde influenze nella vita quotidiana a seguito di un evento traumatico. L’evento traumatico riguarda in genere situazioni in cui è morto qualcuno o il soggetto stesso ha rischiato di morire, oppure ha subìto lesioni gravi o minacciate o violenza sessuale effettiva o minacciata. A seguito di tale esperienza il soggetto presenta:

 

  1. Intrusione, cioè ricordi ricorrenti, involontari e invadenti circa l'evento, spesso anche sogni notturni. Inoltre dissociazione (es. flashback e sensazioni come se l'evento stesse accadendo di nuovo), forte e persistente angoscia a segnali legati all'evento, forti reazioni corporee (es. tachicardia) quando viene ricordato l'evento

  2. Evitamento di persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti o situazioni che riportano alla memoria l'evento

  3. Cambiamenti negativi nei pensieri e nell'umore (es. vergogna, rabbia, paura), ma anche incapacità di ricordare aspetti importanti dell'evento. Valutazioni negative su se stessi, gli altri o il mondo (es. “non valgo niente” o “il mondo è un luogo pericoloso”), senso di colpa, perdita di interesse per attività precedentemente piacevoli, distacco dagli altri, difficoltà di provare emozioni positive

  4. Cambiamenti nell'eccitazione e nella reattività, cioè sentirsi costantemente “in guardia” come se il pericolo fosse in agguato, difficoltà di concentrazione, accresciuta risposta di sussulto, comportamenti impulsivi o autodistruttivi, irritabilità o comportamenti aggressivi, disturbi del sonno

 

I sintomi di cui sopra devono durare da più di un mese.

Disturbo da stress acuto

Si tratta di un disturbo caratterizzato da sintomi specifici di paura che durano da 3 giorni a 1 mese, a seguito di un evento traumatico. Le cause scatenanti sono le stesse del Disturbo da stress post-traumatico, quindi aver subìto minacce di morte o avervi assistito (anche alla morte stessa), aver subìto lesioni gravi o aggressioni sessuali, aver dovuto fronteggiare attacchi fisici, rapine, o anche disastri naturali e incidenti gravi. Il disturbo può essere scatenato anche senza aver direttamente partecipato agli eventi ma avendone solo sentito parlare da altri. Simile dunque al Disturbo da stress post-traumatico, se ne differenzia per la durata, meno di un mese, e quindi per la minore gravità della sofferenza.

Disturbi dissociativi

Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione

Riguarda persone che sperimentano in più occasioni sensazioni di distacco, corporeo o cognitivo, da se stessi e/o dall’ambiente. È una condizione spesso cronica e angosciante che fa sì che l’individuo si senta distaccato da se stesso, dai propri sentimenti e dalla realtà, come se guardasse il proprio corpo dall'esterno (depersonalizzazione) o come se la realtà fosse solo un sogno (derealizzazione).

La depersonalizzazione fa dunque vivere se stessi come se si fosse un osservatore esterno, non solo rispetto al proprio corpo o alle proprie azioni, ma anche ai propri pensieri, sentimenti e sensazioni. Un’esperienza quindi strana ma soprattutto spaventosa, che una volta terminata suscita molte perplessità sulla propria sanità mentale e rende difficile il poterla confidare a qualcuno.

La derealizzazione riguarda invece il distacco rispetto all'ambiente circostante, per cui gli altri o gli oggetti che ne fanno parte sono vissuti come irreali, onirici, dai contorni sfumati, senza vita o visivamente distorti. Tuttavia, anche durante tali esperienze il soggetto rimane cosciente e in qualche modo presente a se stesso, è cioè in grado di interagire, parlare e rispondere a domande. Una volta escluso che questi episodi ricorrenti sono dovute all’uso di sostanze, a farmaci o altra condizione clinica, il clinico può senz’altro ipotizzare di essere davanti a un disturbo dissociativo.

 

Alcune descrizioni di chi ha vissuto tali esperienze:

  • Non sono nessuno, non sono più io

  • La mia testa è del tutto ovattata, come piena di cotone

  • Mi sento un robot che va in automatico, un automa

  • I miei pensieri non sono davvero i miei

  • So di provare dei sentimenti ma non li sento

  • Mi sembra di guardarmi dall'esterno, non più da dentro

  • È come se ci fosse un muro di vetro tra me e il mondo

  • Tutto intorno a me sembra artificiale, senza vita, morto

  • Le cose sembrano troppo grandi (o troppo piccole), i suoni sono troppo alti o del tutto assenti

  • Le cose sembrano sfocate, come essere in un sogno o guardare attraverso la nebbia

 

Cause. In generale, gli episodi di forte stress, depressione e panico possono indurre stati dissociativi come quelli sopra descritti. Molte persone con questo disturbo hanno peraltro una storia di traumi infantili; in particolare abuso emotivo da parte dei genitori, negligenza e trascuratezza. Spesso hanno assistito a violenze domestiche, sono state allevate da un genitore con gravi malattie mentali o che è morto improvvisamente e traumaticamente, talvolta per suicidio. Un'altra causa nota è l’aver fatto uso di sostanze, in particolare marijuana, ecstasy e ketamina, là dove l’interruzione di tale uso non ha portato ad alcun miglioramento. L'età media di esordio è di 16 anni.